CPT Centri Provvisori di Tortura e altre cose
Facciamo il punto della situazione
Caruso e Giuliani si barricano in un CPT in seguito all' ennesimo suicidio ( ennesimo caso di eutanasia, a quanto pare, perchè stare in un CPT non può propriamente definirsi "vita" ).
Ipazia li definisce pagliacci ( con argomentazioni più che ragionevoli, essendo dei parlamentari potrebbero fare ben altro che barricarsi ) ma finisce per accanirsi su Caruso e Giuliani quasi fossero loro il problema.
KorvoRosso si accanisce su Ipazia quasi fosse Ipazia il problema ( e ravvisa violazioni della carta di Kilombo, il che và di moda a quanto pare ).
Swampthing dà a tutti dei forzaitalioti ( ma glielo perdoniamo perchè dice cose molto sensate : il metodo chè usano Caruso e Giuliani è quello che usano i radicali da trentanni per accendere i riflettori su una questione ).
Lenin ci fa sapere che lui lotta con Caruso malgrado nutrisse dubbi al proposito ( e insomma chi non nutre dubbi a proposito del neoeletto deputato napoletano ? Chiunque conosca la storia politica di Paolo Liguori sà che Caruso è sulla buona strada... )
Ecco, ora mi ci aggiungo io. Swampthing coglie l' elemento essenziale secondo me: i radicali usano questi metodi da trentanni... Ma quante ne hanno vinte di battaglie sulle trentamila che ne hanno condotte in questo modo? Due? Tre? ( il sommo Pannella ce le elenca tutte ogni volta che apre bocca: non devono essere molte... ) E sopratutto perchè persino noi che ci definiamo di sinistra, ci troviamo impelagati a parlare di Caruso e Giuliani e non di CPT? Non è che che questi due abbiano sbagliato qualcosa? Secondo me si.
La sostanza è che prima o poi dovremmo pur affrontare la questione dei CPT, quando Caruso e Giuliani avranno finito di far barricate simboliche ma pur sempre inutili, e quando la maggior parte dei commentatori avrà finito di dargli addosso.
¶ 12/10/2006 12:18:00 PM4 comments
12/08/2006
La guerra delle formiche
Il convegno +Blog ha rivelato, finalmente, le differenze enormi tra i protagonisti principali della blogsfera italiana. Da una parte i rappresentanti delle piattaforme ( splinder, excite ) fautori di progetti editoriali completi, e dall' altra le comparse minori, gli aggregatori ( come blogitalia kilombo tocqueville ). L' enorme distanza tra i primi ed i secondi si potrebbe sintetizzare nella frase di Francesco Delfino di Splinder "gli aggregatori non sono indispensabili", più volte ripetuta e poi infine corretta, il cui senso, seppur mitigato, resta comunque gli aggregatori sono delle comparse passeggere nel panorama della blogsfera italiana, perchè incapaci di innovare. Insomma, agli occhi degli editori di piattaforme, i tanti aggreggatori in disputa, appaiono più come tante formiche in guerra per una briciola di pane ( ovvero di visibilità ) più o meno incapaci di quantizzare questa stessa briciola ( non essendo capaci come sono i più, neanche di garantirsi una autosufficienza economica ). La sensazione è comunque che in ogni momento le piattaforme ( come splinder ed excite ma perchè no anche piattaforme emergenti e dalla politica piuttosto aggressiva come è il caso della proposta dei cinquanta centesimi per post di PigiamaMedia di RadioAlzoZero ) potrebbero metter insieme aggregatori propri, spazzando del tutto la concorrenza.
La sensazione si fa ancora più evidente se si pensa al secondo aspetto citato, e cioè alla incapacità di innovare. Pensiamoci bene, che cosa offrono gli aggregatori oltre alla capacità di interrelazioni ( compito che attualmente assolvono benissimo ) ? In particolare Kilombo, che offre oltre alla conoscenza di post di blogger che fanno riferimento alla nostra comune area politica ? Vi consente di reperire notizie da blogger americani ( o francesi, inglesi ) ? Vi consente di reperire rapidamente immagini o video importanti per un tema politico che volete approfondire ? Vi consente di conoscere a fondo delle tematiche affrontate da alcuni blogger ? Ha possibilità di sviluppo ? No. Siete sicuri che, quando una piattaforma offrirà oltre a questi contenuti e ad altri ( nella sempre più frenetica innovazione di internet ) non offrirà anche una community che ricalchi quella di Kilombo.... siete sicuri che non preferirete abbandonare quest' ultimo per la novità?
Dunque, come vedete, quella che può sembrare una spocchiosa dissertazione sul mondo dei blog, è in realtà una questione vitale per la sopravvivenza di Kilombo stesso. Laddove internet si evolve così rapidamente attraverso la diffusione di nuove tecnologie, di nuovi mezzi, la sola identità politica comune non è sufficiente a risparmiare Kilombo da una parabola tecnologica che porterà, inevitabilmente all' obsolescenza. Gli editori più completi, come le piattaforme, sono in questo momento come quei bambini che si fermano ad osservare delle formiche in lotta per un tozzo di pane. Potrebbero schiacciarle tutte in un solo momento, se non lo fanno è solo perchè, magari, in questo momento sono occupati a far altro, e non ne vedono un immediato tornanconto.
Ma che fare, se il panorama è quello appena descritto? C' è ancora spazio per difendere le nostre idee comuni, e sopratutto i principi democratici ( del tutto innovativi per un aggregatore ) con cui queste idee si sono plasmate ? Si
Kilombo, in questi giorni si pone il problema dell' autofinanziamento. Più completamente si pone il problema di costituire una società senza fini di lucro, sul modello delle tante associazioni culturali diffuse in Italia, che garantisca quella solidità economica indispensabile per continuare ad innovare (così come abbiamo fatto sin dall' inizio ). Non bisogna assolutamente perdere questa opportunità.Poi potremmo continuare a discutere se le innovazioni future porteranno a quel progetto di WiKilombo teorizzato in origine da Meslier Kamau e dal Sottoscritto ( e poi in seguito ribattezzato da FrancescoCosta Kilombo-Slow ) o ad un altra forma. Ma lo faremo sapendo di non poter continuare a lungo a rifuggire la questione economica, ammantandoci di uno pseudo utopismo rozzo e pure un pò ipocrita, di non poter continuare ad essere cioè minuscole formiche in cerca di una briciola di pane.
La commissione Mitrokhin
In esclusiva per questo blog, la registrazione di una seduta di lavoro della commissione Mitrokhin. Ovviamente, data l' internazionalità dei temi trattati, i dialoghi sono tutti in inglese ( lingua che il presidente Guzzanti dimostra di padroneggiare con sicurezza ).
in tutti i tentativi fatti per provare che 2+2=4 non si è mai tenuto conto della velocità del vento --R.Queneau
Questo è un blog dedicato alla satira, alla politica, al calcio, alle ferrari, a così tante cose che neanche si possono elencare. Il barone di Munchhausen(o Munchausen) è fondamentalmente un egocentrico figuro del 1800, balzato in questo secolo per caso, mentre viaggiava a cavallo di una palla di cannone. Sbarcato in Italia, si è subito trovato piuttosto bene, ed ha iniziato a sparar cazzate un pò su tutto.